Urbanistica
Programma Urbanistica

Politica urbanistica

Nel nostro territorio, in mancanza di un piano di assetto urbano e territoriale che contempli alcuni obiettivi, logiche o filosofie generali, si è proceduto con continue varianti urbanistiche che in assenza di una pianificazione offre la possibilità di opposte esigenze pianificatorie creando nei fatti conflitti e contraddizioni evidenti.
E’ dunque necessario proporre alcune considerazioni preliminari; pensiamo che Senigallia abbia bisogno di una nuova cultura e di un nuovo progetto per il governo del suo territorio in modo  che si ponga fine alla stagione, durata fin troppo, delle continue varianti urbanistiche e che disegni l’assetto urbano del futuro alla luce non di nuove espansioni, ma della necessità del riequilibrio del territorio danneggiato da scelte disorganiche e incoerenti. La scelta imperativa sarà quella dell’abbandono del concetto di consumo del territorio a favore di un progetto di  recupero e riutilizzo delle aree dismesse. Gli strumenti saranno quelli della nuova legge urbanistica regionale: il Piano Strutturale Comunale (PSC) che individui gli indirizzi generali di pianificazioni del territorio, un Piano Operativo Comunale (POC) e un nuovo Regolamento Urbanistico- Edilizio (RUE).

Va ribadita l’inscindibilità tra ambiente costruito e ambiente naturale per evitare la pericolosa classificazione del territorio in zone di serie A e zone di serie B, cioè zone da rispettare e “zone spazzatura” da sacrificare ulteriormente. E’ necessario sostituire la quantità con un nuovo processo pianificatorio basato sulla qualità.

Alla conservazione del Centro storico (mantenimento del manufatto) si deve associare un utilizzo moderno (economicamente vantaggioso) con un uso residenziale, con attività direzionali attinenti alla sfera pubblica e privata;  con maggiore prudenza per le attività commerciali se tese a trasformare il Centro in uno shopping-center.
E’ necessario risanare il Centro storico come unico monumento e mantenere i ceti sociali che vi risiedono.
E’ necessario rilanciare il progetto di un “parco fluviale” con interventi di manutenzione tesi al riassetto-restauro del territorio e dell’ambiente alterato.

Nelle frazioni sono da approvare Piani Particolareggiati che ne assicurino il recupero e l’espansione ordinata ed armonica, evitando urbanizzazioni in aree esterne che nulla hanno a che fare con i nuclei frazionali storici.
Per ciò che concerne la riorganizzazione della periferia della città, bisogna assumere il concetto di riscattare i quartieri periferici leggendo le tracce della storia che consentano di interpretare il territorio per ciò che rappresentava; riconsiderare gli spazi e servizi necessari come il verde pubblico, parcheggi, trasporto pubblico, centri di aggregazione sociali, impianti sportivi e scolastici.


Tornando all’assunto della necessità di non “appesantire” ulteriormente il territorio con nuove cementificazioni sulle nostre aree,  per lo più argillose, potenzialmente a rischio di frane e smottamenti oltre che a rischio sismico, crediamo sia fondamentale pensare ad un recupero del patrimonio edilizio esistente (anche studiando forme di incentivazione fiscale), con priorità verso progetti che utilizzino fonti energetiche rinnovabili (che dovranno nel tempo essere sostituite anche nel patrimonio edilizio pubblico) per salvaguardare il più possibile l’ambiente.

Promuovere un piano di edilizia popolare (velocizzando i progetti già avviati) che consenta l’aiuto alle fasce deboli della popolazione e sia di ausilio anche alle politiche di integrazione con le comunità immigranti al fine di garantire standard qualitativi di vita adeguati al rispetto della dignità della persona e favorire un percorso virtuoso nell’accoglienza e nella responsabilizzazione di tutti coloro che vogliono far parte della comunità cittadina, nel rispetto delle regole di convivenza ma anche nel rispetto delle diverse identità.

Parte integrante di una nuova politica urbanistica sarà quindi rappresentata da una diversa politica per la casa, finalizzata al recupero del patrimonio edilizio esistente e al rilancio dell’edilizia residenziale pubblica per garantire il diritto alla casa anche a fasce sociali a basso reddito.

La caratteristica del turismo stagionale porta la città ad avere un considerevole numero di alloggi affittati solo nella stagione estiva; ciò sembra comportare una situazione di  irregolarità; riteniamo che tale situazione possa essere superata – contribuendo ad alleggerire la pressante domanda di nuove abitazioni – con un intervento diretto dell’Amministrazione comunale, che oltre a monitorare il fenomeno, dovrebbe stabilire forme adeguate di incentivi al fine di limitare il fenomeno delle case sfitte.

Pensiamo poi di confermare e di incentivare le esperienze di  “autoproduzione” dell’alloggio, nel quale i futuri proprietari siano direttamente e materialmente impegnati nella edificazione delle proprie abitazioni. Gli “autocostruttori” saranno strutturati in un Gruppo organizzato e diretto nei lavori da personale professionale esperto ed accreditato. Il principale elemento che caratterizza l’autocostruzione assistita è la partecipazione associata dei futuri proprietari delle abitazioni e dei loro familiari nell’intero ciclo edilizio. E’ evidente che la regia di un progetto di autocostruzione assistita debba essere affidata ad una struttura che si proponga come strumento operativo in grado di attivare il consenso politico-amministrativo, principalmente per l’individuazione delle aree edificabili e la ricerca di soluzioni creditizie più vantaggiose per il finanziamento della iniziativa.

Corollario ad un più generale ridisegno del territorio urbano e extraurbano è la politica delle manutenzioni permanente delle strade, dei marciapiedi, del verde e dell’illuminazione pubblica. Strade pulite senza buche, parchi sfalciati, muri senza scritte, sono la vetrina di ogni città e richiedono fondi certi sia nel bilancio corrente che negli investimenti.  

In merito alla questione ex Sacelit, che di certo costituisce una grande operazione di cambiamento del panorama urbanistico della città, così a ridosso del Centro Storico e del litorale che verrà modificato sostanzialmente nel profilo, dobbiamo evidenziare un giudizio critico per quanto attiene la sostanza stessa del progetto.
Riteniamo che un’area così vasta (5 ettari a disposizione) dedicata di fatto alla edificazione di 180 appartamenti (di cui 130 di piccole dimensioni) non possa costituire un’occasione di crescita e sviluppo per la città.
Si configura infatti uno scenario di puro investimento finanziario, con costi a metro quadro elevatissimi che renderanno di “nicchia” l’acquisto. Sarà un’immensa area vissuta certamente in estate che si svuoterà a settembre per divenire una “periferia in città” nei mesi invernali.
Una “enclave” che porterà inevitabilmente problemi di viabilità che già  preannunciano modifiche sostanziali in quella parte di centro città che con il fiume apre verso il mare, una tra le più belle “vedute” di Senigallia: strade, svincoli, un nuovo ponte a doppio senso, la riduzione dei giardini Morandi, la rotatoria tra il bastione e la Rocca Roveresca.
Ci sembra una’occasione mancata di crescita: avremmo visto con interesse la destinazione di quell’area ad iniziative che davvero rispondessero ad una domanda anche  turistica per l’intero anno facendo confluire lì progetti a più ampio respiro.

Politiche per la sicurezza urbana

La sicurezza sembra essere diventata una delle maggiori preoccupazioni della nostra società.
Il diffuso senso di insicurezza non deriva solo dagli eventi criminosi o da comportamenti “incivili” oppure dalla novità costituita dalla presenza degli immigrati e dalle difficoltà di integrazione (le politiche istituzionali sono spesso insufficienti e contraddittorie; i cittadini sono lasciati soli a gestire tensioni a cui non sono preparati).
Il prevalere di un senso di angoscia e disorientamento rispetto alle incertezze del futuro (spesso  strumentalizzato da coloro che disegnano una società repressiva e autoritaria) trae soprattutto origine dalla disoccupazione e dalle difficoltà economiche, dalle mutazioni della famiglia, dalle carenze urbanistiche e dall’organizzazione del territorio: in sintesi da una società diversa e in continuo mutamento rispetto a quella del passato che oggi si affaccia inevitabilmente anche nel nostro territorio.

Noi crediamo che contrastare l’insicurezza sia possibile non solo e non tanto con la repressione delle attività criminose, ma anche e soprattutto con politiche di prevenzione e solidarietà:
•    riqualificare le zone della città oggi degradate ( ristrutturare a fini abitativi alloggi abbandonati; cura dell’arredo urbano, adeguata illuminazione); garantire il monitoraggio generale delle aree dismesse o abbandonate presenti nel nostro comune, ai fini di un’azione coordinata con le autorità di pubblica sicurezza e delle polizia municipale, rivolta al contrasto dell’abusivismo e degli illeciti di ordine amministrativo e contestuale gestione del problema;
•    istituire la figura del mediatore culturale per la gestione di situazioni problematiche interetniche;
•    sostenere, nei quartieri e nelle frazioni, la riapertura di esercizi commerciali e favorire la partecipazione dei cittadini e delle associazioni per iniziative decentrate;
•    elaborare un progetto comune e coordinato tra ente locale, forze dell’ordine, volontariato, associazioni, operatori economici e scuola, per interventi nel territorio (assistenza, comunicazione, servizi ai cittadini);
•    impedire la formazione di sacche di povertà o emarginazione sociale con politiche di protezione sociale;
•    favorire politiche di contrasto agli incidenti stradali, in seguito all’abuso di alcol e droghe, garantendo la messa a regime dei controlli stradali da parte della locale polizia municipale unitamente a iniziative di prevenzione;
•    contrastare il reato di usura, aggravato dalla diffusione di una crisi economica ormai palpabile, attraverso l’erogazione di prestiti a tasso zero sino ad un massimo di 5.000,00 euro da parte dell’amministrazione comunale e rivolta a tutti i cittadini di Senigallia, inclusi gli stranieri con regolare permesso di soggiorno;
•    svolgere un progetto di intervento rivolto a: l’informazione, la prevenzione e il contrasto delle truffe a danno dei cittadini, in particolare delle terza età, mediante azioni di coinvolgimento degli stessi nei luoghi di aggregazione e attraverso la diffusione di materiale informativo;
•    favorire la creazione di specifici servizi rivolti alle fasce della cittadinanza più sensibili alla percezione di insicurezza diffusa (donne e anziani) nelle fasce della giornata più delicate (sera-notte) anche con la stipula di accordi mirati con le associazioni di categoria della città;
•    fornire una serie di azioni a favore delle donne vittime di violenza e maltrattamenti in famiglia, mediante la creazione di un gruppo di operatori appositamente formato e l’individuazione di un centro anti violenza e di ascolto in grado di intervenire in un’ottica di rete con gli altri soggetti preposti al monitoraggio di tali fenomeni (forze dell’ordine, polizia municipale, personale socio-sanitario).

Per far ciò non chiameremo in causa solo i responsabili della sicurezza ma chiederemo anche la collaborazione degli operatori economici e sociali e daremo importanza al ruolo della famiglia, della scuola, dell’impresa e della società civile.

Siamo inoltre convinti che vi sia un altro fattore di rilevante importanza: la conformazione urbana.
E’ importante eliminare le disparità interurbane e il degrado all’interno di zone abitate, in quanto queste situazioni generano progressivamente  nei residenti un sentimento di insicurezza, con ripensamento degli spazi urbani in modo da ridurre le opportunità di delinquere, creando anche “dal basso” il miglioramento degli spazi  e degli immobili in modo da favorire un’immagine positiva e aumentando l’impegno ed il senso di appartenenza dei residenti favorendo così maggiore coesione sociale.
La prevenzione all’illecito è soprattutto compito di una amministrazione giusta e attenta ai bisogni dei suoi cittadini e deve perciò  riguardare in prima battuta i responsabili delle politiche abitative, dei servizi sociali, del tempo libero, della scuola, della polizia e della giustizia. A tal proposito proponiamo di istituire un assessorato apposito che abbia competenze in materia e coordini i vari settori interessati.

 


Filmati

Una breve presentazione della candidatura di Roberto Mancini, introdotta da Luigi Rebecchini, segretario di Rifondazione Comunista.

 

 

Intervista a Roberto Mancini fatta da Claudio Cavallari: si parla della mozione in Consiglio Comunale sull'Acqua pubblica e della situazione sull'edilizia di Senigallia

 

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