Politiche Sociali e Integrazione Socio-Sanitaria

Politiche sociali e integrazione socio-sanitaria

Come già accennato, nel contesto della crisi attuale che coinvolge anche il nostro territorio, riteniamo necessario mettere in campo misure di sostegno alle famiglie in difficoltà:

•    un fondo di garanzia che consenta, per quanti rimangono temporaneamente senza lavoro e/o in difficoltà di reddito, il rinvio del pagamento degli affitti e delle bollette;
•    iniziative per la formazione di gruppi di acquisto solidale per avere beni di prima necessità a più basso costo;
•    esenzioni e tariffe agevolate di accesso ai servizi sociali, anche a domanda individuale, sulla base della dichiarazione ISEE rimodulata tenendo conto delle situazioni di disoccupazione, mobilità e cassa integrazione.

Per quanto riguarda l’offerta dei servizi sociali si rende necessaria un’ulteriore riflessione ed una riarticolazione delle opportunità per incrociare nuove domande e diversi bisogni, in considerazione del fatto che i trasferimenti ai Comuni da parte del Governo si sono ridotti notevolmente.

Le politiche sociali dovranno necessariamente tener conto delle modifiche costanti che si verificano nel campo della demografia con l’aumento della popolazione anziana e per gli effetti delle politiche migratorie.

Pur mantenendo forte il binomio che lega servizi sociali e servizi sanitari, nell’obiettivo di un miglioramento del processo di integrazione tra le due componenti, auspichiamo l’avvio di una discussione e la creazione di un asse portante con la scuola, la formazione continua, le politiche per il lavoro e la cultura. La  creazione, cioè, di una rete di collaborazione, per arrivare al cosiddetto “cablaggio sociale” in cui i luoghi della cultura, della formazione e del tempo libero sono patrimonio collettivo, senza ghettizzazioni per la costruzione di vere infrastrutture del domani,  coinvolgendo tutto il tessuto sociale con il necessario passaggio dalla mera assistenza economica alla creazione sempre più ampia di servizi.     
Tuttavia questa interazione non dovrà essere in nessun modo il tentativo dissimulato di scaricare diritti dal terreno della sanità (per il quale il cittadino può esigere risposte) a quello del sociale (lasciato alla discrezionalità e alla compatibilità economica degli Enti Locali).

Per quanto riguarda la politica sanitaria nel territorio,  l’introduzione dell’aziendalizzazione ha equiparato ormai la sanità a qualsiasi altra merce.
Si è perso il controllo democratico della programmazione. Le assemblee sono state sostituite da tecnici. Il ruolo dei Comuni si è concentrato non più sui Consigli comunali, ma sui Sindaci che a loro volta hanno un ruolo secondario rispetto al direttore generale della Asl.

Il federalismo accentua la distanza tra le regioni ricche e le regioni povere. Quindi l’autonomia regionale porta con sé minori risorse e quindi minori servizi. Il Fondo sanitario nazionale tende ad assottigliarsi e le Regioni sono costrette o a introdurre tasse o a chiudere servizi. L’azienda unica, con la legge n. 13 del 2003, ha enfatizzato l’aspetto organizzativo e sottovalutato l’aspetto programmatorio, ha fatto perdere di vista l’appropriatezza del percorso clinico, non si sono ridotte le liste di attesa, né la mobilità passiva verso altre regioni.

La continua diminuzione delle risorse messe a disposizione dal sistema sanitario hanno obbligato localmente gli operatori a mantenere faticosamente la qualità dei servizi. Per questo è necessario che  la nuova Amministrazione comunale si impegni sui seguenti punti:
•    garantire la qualità del servizio, la sicurezza e la rapidità nelle prestazioni, completando le piante organiche del personale sanitario cominciando a stabilizzare i lavoratori precari;
•    garantire il proseguimento delle cure sanitarie alle persone non autosufficienti con malattie croniche e mentali dimesse dall’ospedale;
•    potenziare la medicina del lavoro nei suoi aspetti preventivi ed ispettivi;
•    aumentare l’assistenza erogata alla popolazione anziana cominciando a portarla a 100 minuti come prevede la legge.

L’Amministrazione comunale dovrebbe istituire un Osservatorio per la sanità, che funzioni come una Commissione consiliare, con  operatività autonoma e che sia espressione istituzionale del Comune per la salute dei cittadini.  

 

Filmati

Una breve presentazione della candidatura di Roberto Mancini, introdotta da Luigi Rebecchini, segretario di Rifondazione Comunista.

 

 

Intervista a Roberto Mancini fatta da Claudio Cavallari: si parla della mozione in Consiglio Comunale sull'Acqua pubblica e della situazione sull'edilizia di Senigallia

 

Vario

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