Occupazione e Nuove Attività produttive

Occupazione e nuove attività produttive

L’economia del territorio segnala criticità in diversi settori produttivi; dopo gli incrementi che si erano verificati negli anni scorsi, oggi si rende necessario e urgente verificare con le istituzioni e con le categorie produttive lo stato attuale. Su una popolazione cittadina di 41.000 abitanti sarà prioritario e fondamentale verificare la consistenza dei livelli disoccupazione e il conseguente impatto di ricaduta sulle oltre 16.000 famiglie del Comune a seguito di chiusure parziali o totali di aziende del territorio.
Per questo, in queste settimane si è andato affrontando un percorso di analisi e ascolto dei bisogni dei diversi settori produttivi (industria, commercio, servizi, artigianato, agricoltura), dei loro operatori e dei lavoratori in essi impegnati.
Disporre di indicatori economici aggiornati per cercare di promuovere scelte e porre in essere risposte adeguate le più vicine possibili ai bisogni dei comparti in difficoltà.
Perdita di posti di lavoro, l’accesso negato al lavoro ai giovani o persistenti e cronici livelli di precarietà da parte di tanta parte della popolazione attiva, preclude ad ogni forma di prospettiva di vita futura e di dignità umana.
Famiglie in difficoltà, con indebitamenti per mutui sulle case, con restrizioni economiche consistenti, ribaltano inevitabilmente sul territorio contraddizioni sociali e conflitti che investono una intera comunità. Su questo intendiamo sollecitare un confronto urgente e propositivo.

Pensiamo che l’occupazione e le attività produttive nuove o tradizionali costituiscano una delle priorità di questo progetto per il futuro.

Il turismo può trovare il suo consolidamento nella diffusa presenza di risorse naturali, paesaggistiche, storico-culturali, mai fino ad ora messe in rete in modo adeguato e funzionale.
Dalla spiaggia al primo Appennino, la stagione turistica può essere allungata ed anche “allargata” se in essa comprendiamo  la natura e la cultura di Senigallia e della sua valle e se finalmente viene messa in pratica e valorizzata la tutela del territorio, ad oggi relegata tra le buone intenzioni, e realizzati nuovi servizi (parchi, spazi attrezzati, attività agrituristiche) adatti al che si rivolge a Senigallia.

L’artigianato, anche quello edile, può trovare nuove occasioni di attività nelle bonifiche e nel risanamento sia dell’ambiente che del patrimonio edilizio esistente (antisismicità), assieme alla messa in sicurezza del territorio, alla produzione alternativa di energia ed all’adeguamento energetico degli edifici, così come nuove opportunità possono essere ricercate grazie al connubio tra qualità e natura anche nel settore del tessile e del legno.
Pur non essendo presenti nel territorio insediamenti industriali di medie o grandi dimensioni, è pur sempre rilevante la presenza di piccole e medie imprese che stanno soffrendo l’attuale congiuntura economica negativa. Si dovrebbero attuare politiche di distretto industriale che consentano anche all’ambito senigalliese di sviluppare il tessuto industriale delle p.m.i.

Nel commercio crediamo che vada contenuta la supremazia della grande distribuzione in favore sia della presenza dei dettaglianti sul territorio (nelle frazioni e nei quartieri è pressoché scomparsa la presenza socializzante dei negozi di rione) sia della valorizzazione dei centri commerciali naturali (Foro Annonario) da mettere in relazione, ad esempio, con le produzioni tradizionali, tipiche, biologiche, dell’agricoltura della nostra Valle.
In tale contesto, pensiamo che vada realizzato il sostegno alla cosiddetta “filiera corta” in agricoltura, ai gruppi di acquisto solidale ed all’autoproduzione; un’impostazione, questa, valida anche per uno dei settori più antichi di Senigallia, la pesca, oggi pressoché abbandonata a se stessa, che potrebbe ricostruire una propria prospettiva su attività di prima trasformazione del pescato, in rapporto con la ristorazione e il turismo.

Ritenendo centrale la creazione di occasioni per l’aumento della offerta di lavoro nel territorio senigalliese, pensiamo che si debbano creare – e si potenzino quelle già esistenti – strutture di riferimento ai servizi per la persona, purché espressione di una cultura del sociale  di cui le Amministrazioni locali devono tornare ad essere il fulcro svolgendo con maggior coinvolgimento i rapporti con la comunità dei cittadini.

Altre possibilità di incremento dell’occupazione possono derivare da una diversa concezione dello spazio portuale di Senigallia. Nell’ambito della nuova riorganizzazione dell’area portuale vanno reperiti spazi per nuove attività produttive ed occupazionali al servizio del cabotaggio turistico.
Ma si potrebbe  pensare anche ad una innovativa alternativa al trasporto su gomme utilizzando la via marittima verso i centri dove si rivolge il pendolarismo cittadino; ipotizzare una linea marittima (già presente in altre esperienze nazionali) che colleghi, per esempio, Senigallia ad Ancona, risolverebbe parte della congestione del trasporto interurbano. L’utilizzo della via marittima potrebbe anche essere utilizzata a fini turistici, ad esempio con linee charter verso la riviera del Conero, che da sempre attira e affascina anche chi risiede a Senigallia oltre che i turisti di passaggio.
Al fine di finanziare nuovi interventi sul territorio comunale, sempre a sostegno dell’occupazione e per nuove attività d’impresa, sarà nostro compito  attivarsi nella ricerca di fondi dell’Unione Europea, dotando l’Amministrazione comunale di un Ufficio che promuova e coordini i progetti finanziati dall’Unione Europea.


 

Filmati

Una breve presentazione della candidatura di Roberto Mancini, introdotta da Luigi Rebecchini, segretario di Rifondazione Comunista.

 

 

Intervista a Roberto Mancini fatta da Claudio Cavallari: si parla della mozione in Consiglio Comunale sull'Acqua pubblica e della situazione sull'edilizia di Senigallia

 

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