Urbanistica - Territorio - Attività Produttive

 

Interrogazione Antenna ex Bucci

Senigallia 21 Ottobre 2009

alla c.a. dell’Assessore Simone Ceresoni
e p.c. alla c.a. del Presidente del Consiglio

OGGETTO: INTERROGAZIONE SCRITTA A RISPOSTA SCRITTA

Gentile Assessore,

facendo seguito alla interpellanza che Le ho rivolto nella seduta del 14 ottobre u.s. sul trasferimento nel Parco della Cesanella dell’antenna già posizionata nell’area della Ditta Bucci, alla quale Lei ha risposto confermando che:
- si tratta dello stesso impianto delocalizzato dal sito precedente, quindi, di una sola antenna con due gestori (Tim e Wind) e con la medesima potenza;
- la nuova collocazione allontana l'antenna delle abitazioni;

torno a chiederLe altre informazioni, giudicando insufficienti quelle precedentemente fornite, in quanto
- accanto all’antenna è stato posizionato un container collegato alla medesima e ciò dimostrerebbe che qualcosa è cambiato dalla precedente struttura;
- questo importante particolare non era compreso nella Sua risposta e, quindi, nessuno ne conosce le caratteristiche e le funzioni.

Pertanto, con riferimento ad i rischi legati all’inquinamento elettromagnetico, Le chiedo di rendere note:
1. le nuove distanze dalle abitazioni;
2. le caratteristiche tecniche e la relazione con le emissioni elettromagnetiche legate alla struttura aggiuntiva installata presso la nuova antenna del Parco della Cesanella;
3. nel caso in cui le apparecchiature del container accrescano la potenza dei ripetitori, qual è la potenza complessiva dell’antenna così come oggi si configura.

 

Richiesta verifica Soprintendenza Palazzo ex Colonia Unes-Enel

Senigallia 21 Aprile 2009

Al Soprintendente per i Beni Architettonici e il Paesaggistici delle Marche
Alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche

LORO SEDI

Oggetto: segnalazione urgente per avvio procedimento di verifica dell’interesse culturale del Palazzo ex Colonia Unes-Enel sul Lungomare Leonardo da Vinci di Senigallia, censito al Catasto Terreni al Foglio 11 mappale 138 e al Catasto Fabbricati al Foglio 11 mappale 138 sub 1 e 2.

I sottoscritti
Consiglieri Comunali della città di Senigallia Bacchiocchi Andrea, residente a Senigallia in Via Corinaldese - Grazie n 80/b, Mancini Roberto residente a Senigallia in Via Adige n. 66, anche facendo seguito a precedente comunicazione inoltrata alla Direzione Regionale dei Beni Culturali in data 24.12.2008 e assunta al protocollo di codesto Ufficio il 13.01.09. al n. 200,

SEGNALANO L’URGENTE NECESSITÀ E PERTANTO CHIEDONO
che codesta Soprintendenza e codesta Direzione Regionale, nell’ambito delle funzioni d’ufficio ad esse assegnate dalla legge, aprano immediatamente un procedimento di verifica dell’interesse culturale dell’immobile di cui all’oggetto, in quanto sullo stesso pende una Denuncia Inizio Attività inoltrata al Comune da parte degli attuali proprietari volta all’imminente demolizione dell’edificio.

L’edificio presenta indubbi profili di interesse storico architettonico in quanto è uno degli esempi di architettura razionalista presenti a Senigallia nonché luogo della memoria storica per essere stato un campo provinciale di concentramento per ebrei durante la seconda guerra mondiale e successivamente campo per migliaia di profughi di guerra di numerose nazionalità.
Il palazzo è stato costruito nei primi anni trenta del novecento e poi è stato di proprietà di Enti pubblici fino ai primi anni del duemila. Nel mese di Marzo del 2003 l’immobile è stato venduto dalla Dalmazia Spa (società cui lo Stato aveva conferito parte del patrimonio Enel) ad una società privata locale, la ITS srl. (attuale proprietaria dell’immobile).

Siamo convinti che codesti uffici vorranno quanto meno esercitare le dovute verifiche prima che l’immobile sia demolito e i valori culturali del luogo siano perduti per sempre.

 

 

Dichiarazione Gestiport

Senigallia 29 Gennaio 2009

DICHIARAZIONE

Non vorrei che, tra altre vicende che più facilmente conquistano l’attenzione dei mezzi di comunicazioni e dell’opinione pubblica, venissero tralasciate due importanti questioni dibattute in Consiglio nella seduta di martedì 16.

La prima, che ho sottoposto alla Giunta come interpellanza, riguarda l’accordo raggiunto tra Api e Comune di Falconara che prevede la costruzione di due centrali elettriche nell’area della raffineria (in aggiunta a quella già funzionante) in cambio di un cospicuo compenso per le casse comunali, ma, prevedibilmente, di un peggioramento della qualità della vita nelle aree circostanti. Non essendo queste centrali previste dal Piano Energetico marchigiano, la palla ora passa alla Regione, dove si sta valutando anche l’eventualità dell’installazione di un rigassificatore a mare, che comunque farebbe capo alla raffineria.
I comuni limitrofi a Falconara hanno già espresso la loro contrarietà alla due nuove centrali e, ritengo, che anche Senigallia dovrebbe far sentire forte e chiaro il proprio rifiuto che potrebbe influire non poco sulla decisione della Regione.
Nella primavera dello scorso anno, Senigallia ha conosciuto a sue spese cosa significhi la vicinanza dell’Api in seguito allo sversamento di una quantità ancora imprecisata di petrolio in mare, che rischiò di pregiudicare la stagione turistica.
Un impianto di siffatta natura, tanto più se accresciuto di dimensioni e operatività, è incompatibile con l’economia dell’intera zona, oltre che con l’equilibrio ambientale, e pertanto si richiederebbe un serio impegno per il suo superamento, mentre la tendenza, da contrastare con decisione, va verso il suo rafforzamento.

La seconda, che ho presentato al Consiglio sotto forma di mozione, riguarda la relazione tra Piano Cervellati e Rione Porto, dove si prevede il ripristino/restauro dei vuoti risultanti dagli abbattimenti succedutisi nel tempo, ridisegnando il Rione stesso con una serie di edificati continui, a “pettine”, perpendicolari al corso del fiume, e con la cancellazione di tutte le traverse interne.
Tale previsione, inoltre, non è stata messa in relazione con il Piano di Assetto Idrogelogico (PAI) della Regione Marche che indica gran parte del territorio del Rione Porto come zona con il massimo rischio di esondazione.
Di fronte a tutto ciò, ho proposto che la Giunta Municipale si impegnasse per:
1. elaborare uno studio per valutare la congruità dell’intervento urbanistico nel Rione con la situazione di “rischio molto elevato” di esondazione;
2. avviare un percorso partecipativo con gli abitanti del Rione Porto circa l’insieme delle previsioni del Piano stesso riguardanti il quartiere in modo da recepire gli eventuali rilievi avanzati dai cittadini in vista del secondo e definitivo passaggio del Piano in Consiglio Comunale.
Nel burrascoso Consiglio del 26 di agosto avevo già presentato una mozione analoga, ma la maggioranza - compreso il Presidente del Consiglio - ne hanno impedito la discussione. Ieri, il dibattito c’è stato, sebbene in assenza dell’Assessore all’Urbanistica Mangialardi, evidentemente non interessato a confrontarsi in Consiglio su temi di sua competenza.
Risultato della votazione: 10 contrari, 4 astenuti, 3 favorevoli; l’ottusità ha vinto sulla ragionevolezza, ma non finisce qui!

 

 

Mozione Rione Porto

Senigallia 05 Settembre 2008

NUOVA MOZIONE PER IL RIONE PORTO

PREMESSO che il Rione Porto è uno degli ambiti su cui più agisce il Piano Particolareggiato del Centro Storico della Città di Senigallia che, prevedendo, tra l’altro, il ripristino/restauro dei vuoti risultanti dagli abbattimenti succedutisi nel tempo, disegna il Rione stesso con una serie di edificati continui, perpendicolari al corso del fiume, compresi tra le vie Rodi e Narente, da un lato, e, dall’altro, le vie XX Settembre e della Dogana Vecchia, e con la cancellazione delle traverse interne costituite dalle vie Corfù e Cipro;

CONSIDERATO che tale configurazione, apprezzabile per l’intenzione di incrementare la residenzialità nel Centro Storico, può produrre un disagio nel collegamento interno al Rione stesso tra le diverse vie, non più intercomunicanti se non alle estremità, determinando una situazione che contrasta con abitudini consolidate nei decenni ed incide negativamente sulla vivibilità complessiva del quartiere, tanto che sarebbe auspicabile quanto meno il mantenimento della traversa interna costituita da Via Corfù;

PRESO ATTO che il Piano di Assetto Idrogelogico (PAI) della Regione Marche indica - nella tavola RI 14 - gran parte del territorio del Rione Porto come zona con il massimo rischio di esondazione (R4), caratteristica che non sembra essere stata sufficientemente considerata nella nuova progettazione urbanistica.

CONSIDERATO, altresì, che il Rione Porto, sebbene rappresenti uno dei quartieri cittadini che più di altri esprime una sua personalità, costituendo una comunità capace di pronunciarsi sui problemi che vive, non è stato consultato preventivamente riguardo all’impatto che il Piano Particolareggiato in parola avrebbe sul proprio assetto futuro;

il Consiglio Comunale delibera:

- di impegnare la Giunta Municipale ad elaborare uno studio che valuti la congruità dell’intervento urbanistico nel Rione con la situazione di “rischio molto elevato” di esondazione riconosciuta dai vigenti strumenti della Regione Marche;

- di impegnare la Giunta Municipale, in vista del successivo, secondo, esame del Consiglio Comunale che sancirà l’approvazione definitiva del Piano Particolareggiato del Centro Storico della Città di Senigallia, a predisporre un percorso partecipativo con gli abitanti del Rione Porto circa l’insieme delle previsioni del Piano stesso riguardanti il quartiere ed a recepire gli eventuali rilievi avanzati dai cittadini, presentandoli come proprie osservazioni al Piano Particolareggiato già adottato.

 

Piano Cervellati

Senigallia 19 Agosto 2008

Comunicato stampa

La prossima settimana il Consiglio Comunale sarà chiamato a decidere sul Piano Cervellati ovvero sul futuro assetto del Centro Storico, questione che avremmo preferito discutere non in piena estate ma in un altro momento, più consono all’attenzione che un problema così importante senza dubbio merita.

Il Piano Particolareggiato del Centro Storico arriva in Consiglio dopo diversi anni dall’avvio della sua elaborazione ed anche piuttosto modificato, così come è cambiato il clima politico cittadino e le scelte in materia di urbanistica: da una impostazione attenta agli equilibri del territorio, al paesaggio, alla cultura, tipica del Prof. Bertolini (primo assessore all’Urbanistica del governo Angeloni), si è tornati all’amore per il mattone degli assessori Campanile e Mangialardi (vedi variante Arceviese).

In questa sede, comunque, non intendo trattare dell’insieme del Piano Cervellati, ma di un suo obiettivo centrale - il recupero di residenza nel Centro - che ho fatto oggetto di una apposita mozione.

A questo proposito, il Piano prevede di rialzare quegli edifici “scapitozzati” dal terremoto, operazione di non facile realizzazione, oppure di ricostruire alloggi in alcuni spazi vuoti del Centro, scelta praticabile e condivisibile (ma non per Piazza Simoncelli).
Però, le tendenze del mercato immobiliare ci permettono di prevedere che le nuove abitazioni che si riuscirà ad edificare resteranno probabilmente vuote, costituendo solo un’occasione di investimento, oppure saranno abitate solo d’estate come seconde case, fatti che determinerebbero il fallimento dello spirito originario del Piano.

Quindi, se si vuole ripristinare la residenza nel centro occorre legare questo obiettivo con l’edilizia agevolata a favore della prima casa oppure coinvolgere l’ERAP (ex IACP) per costruirvi case popolari, così come è richiesto dalla mozione (che allego).

 

 

Mozione Riqualificazione piazza Simoncelli

Senigallia 18 Agosto 2008

MOZIONE PER LA RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA SIMONCELLI

PREMESSO che il Piano Particolareggiato del Centro Storico della Città di Senigallia prevede l’edificazione di un immobile in Piazza Simoncelli a fini prevalentemente residenziali, dotato di un parcheggio sotterraneo;

CONSIDERATO che tale ripristino, al di là dell’apprezzabile intenzione di incrementare la residenzialità nel Centro Storico, contrasta con l’uso che la città ha assunto negli ultimi decenni relativamente a tale piazza, utilizzata, oltre che per il mero parcheggio delle auto, per manifestazioni pubbliche, mercati, mostre, feste cittadine e altre attività che abbisognano di ampi ed adeguati spazi all’aperto non reperibili altrove nel centro cittadino;

PRESO ATTO che l’edificazione in parola, in particolare della struttura sotterranea, non sarebbe, in ogni caso, di facile realizzazione vista l’alta probabilità della presenza nel sottosuolo di importanti resti archeologici;

VALUTATO che Piazza Simoncelli richiede un progetto di riqualificazione che ne conservi gli usi civici sopra ricordati e meglio la connoti come luogo della memoria per aver ospitato il Ghetto della locale comunità israelitica;

il Consiglio Comunale

delibera:

- di eliminare del Piano Particolareggiato del Centro Storico della Città di Senigallia la previsione di edificare Piazza Simoncelli;

- di impegnare la Giunta Municipale ad elaborare un progetto urbanistico complessivo di valorizzazione della Piazza medesima secondo le valutazioni sopra indicate.

- di assumere le modifiche al Piano contenute nella presente mozione come emendamenti che integrano le Norme Tecniche di Attuazione e gli strumenti cartografici.

 

Mozione Rione Porto

Senigallia 18 Agosto 2008

MOZIONE PER IL RIONE PORTO

PREMESSO che il Rione Porto è uno degli ambiti su cui più agisce il Piano Particolareggiato del Centro Storico della Città di Senigallia che, prevedendo, tra l’altro, il ripristino/restauro dei vuoti risultanti dagli abbattimenti succedutisi nel tempo, disegna il Rione stesso con una serie di edificati continui, perpendicolari al corso del fiume, compresi tra le vie Rodi e Narente, da un lato, le via XX Settembre e della Dogana Vecchia, dall’altro, e con la cancellazione delle traverse interne costituite dalle vie Corfù e Cipro;

CONSIDERATO che tale configurazione, apprezzabile per l’intenzione di incrementare la residenzialità nel Centro Storico, può produrre un disagio nel collegamento interno al Rione stesso tra le diverse vie, non più intercomunicanti se non alle estremità, determinando una situazione che contrasta con abitudini consolidate nei decenni ed incide negativamente e sulla vivibilità complessiva del quartiere;

CONSIDERATO altresì che il Rione Porto, sebbene rappresenti uno dei quartieri cittadini che più di altri esprime una sua personalità, costituendo una comunità capace di pronunciarsi sui problemi che vive, non è stato consultato preventivamente riguardo all’impatto che il Piano Particolareggiato in parola avrebbe sul proprio assetto futuro;

PRESO ATTO che, dal punto di vista dell’assetto idrogeologico, gran parte del territorio del Rione è inclusa tra le aree soggette a rischio esondazione con la valutazione più elevata (R4), caratteristica che non sembra essere stata sufficientemente considerata nella nuova progettazione urbanistica;

VALUTATO che il mantenimento della traversa interna costituita da Via Corfù può costituire uno strumento di equilibrio nei collegamenti interni al quartiere, senza compromettere la progettualità complessiva del Piano;

il Consiglio Comunale delibera:

- di eliminare del Piano Particolareggiato del Centro Storico della Città di Senigallia la previsione delle edificazioni di ripristino relative a Via Corfù;

- di impegnare la Giunta Municipale ad elaborare uno studio che valuti la congruità dell’intervento urbanistico nel Rione con la situazione di “rischio molto elevato” di esondazione riconosciuta dai vigenti strumenti della Regione Marche;

- di impegnare la Giunta Municipale a predisporre, dopo l’approvazione del Piano da parte del Consiglio Comunale, un percorso partecipativo con gli abitanti del Rione Porto circa l’insieme delle previsioni del Piano stesso riguardanti il quartiere ed a recepire gli eventuali rilievi presentandoli come proprie osservazioni al Piano Particolareggiato per il successivo esame del Consiglio Comunale;

 

Mozione Palazzo Gherardi

Senigallia 18 Agosto 2008

MOZIONE PER IL MANTENIMENTO DELLA PROPRIETÀ PUBBLICA E PER LA DESTINAZIONE CULTURALE DI PALAZZO GHERARDI

PREMESSO che il Piano Particolareggiato del Centro Storico della Città di Senigallia assegna a Palazzo Gherardi la destinazione residenziale e che la cartografia lo ha erroneamente escluso dalla proprietà pubblica comunale, alla quale a tutti gli effetti appartiene;

CONSIDERATO che la proprietà pubblica di tale storico e monumentale edificio deriva dal lascito testamentario del conte Adolfo Gherardi, il quale destinò il suo patrimonio a favore dell’educazione dei giovani della città e che, tra alterne vicende, la donazione venne rispettata ospitando nel Palazzo medesimo importanti istituzioni cittadine di formazione e crescita culturale: Biblioteca Comunale e il Liceo Classico “Perticari”;

PRESO ATTO che numerosi sono i pronunciamenti espressi a favore del mantenimento della proprietà pubblica e per la destinazione culturale di palazzo Gherardi, tenendo presenti non solo le finalità formative e civili della cultura ma anche le connessioni sempre più evidenti di quest’ultima con la vocazione cittadina all’accoglienza, all’incontro tra popoli e culture differenti, al turismo;

il Consiglio Comunale

delibera:

- di dichiarare Palazzo Gherardi come patrimonio pubblico indisponibile per la vendita o la cessione a qualsiasi titolo a privati;

- di comprendere il medesimo nella tipologia storica “specialistico civile”;

- di impegnare la Giunta Municipale ad elaborare e presentare al Consiglio un progetto per Palazzo Gherardi che includa, tra l’altro, l’eventualità di renderlo sede permanente delle attività legate alla fotografia ed alla figura di Mario Giacomelli, anche avvalendosi dell’indizione di un concorso pubblico di idee;

- di assumere le modifiche al Piano contenute nella presente mozione come emendamenti che integrano le Norme Tecniche di Attuazione e gli strumenti cartografici.

 

Mozione Alloggi Popolari nel Centro Storico

Senigallia 18 Agosto 2008

MOZIONE A SOSTEGNO DELLA RESIDENZIALITÀ POPOLARE NEL CENTRO STORICO

PREMESSO che uno degli obiettivi primari del Piano Particolareggiato del Centro Storico della città di Senigallia consiste nell’incrementarne la residenzialità o, comunque, nel garantire che gli abitanti della città murata non riducano la loro consistenza, attualmente censita in 2000 unità;

CONSIDERATO che per tale fine il Piano prevede un aumento di superficie residenziale stimata come sufficiente per circa 1000 nuovi abitanti, sebbene venga valutato che “sopraelevazioni” e “ripristini” daranno luogo a procedimenti complessi, tanto che le realizzazioni effettive potrebbero essere inferiori a quanto ipotizzato;

VALUTATO che in assenza di misure specifiche i nuovi alloggi nel Centro Storico potrebbero risultare come ulteriori seconde case, tali da rimanere vuote o utilizzate solo per la stagione estiva, oppure configurarsi come occasione di meri investimenti finanziari, visto il considerevole valore che il mercato assegna alle abitazioni in particolare ubicate al centro, circostanze queste che annullerebbero di fatto le finalità del Piano stesso;

il Consiglio Comunale

delibera:

- che almeno il 50 % delle nuove superfici venga destinato a edilizia sovvenzionata anche attraverso l’intervento dell’ERAP o a edilizia agevolata riservata alla costruzione di prime abitazioni;

- di impegnare la Giunta Municipale a presentare un programma di attuazione che individui nell’insieme delle superfici rese disponibili dal Piano Particolareggiato quelle da riservare agli interventi di cui sopra, avendo cura di destinare ad essi quelle aree che possano valutarsi come confacenti per una effettive realizzazioni in tempi appropriati;

 

 

Complanare Alternative Mancini

Senigallia 15 Luglio 2008

MOZIONE PER L’ADOZIONE DI SOLUZIONI ALTERNATIVE ALLA COMPLANARE

CONSIDERATO che:

1. il tracciato della A14, sin dalla sua origine, ha rappresentato una cesura fisica tra la città di Senigallia ed il suo territorio tale da condizionarne l’assetto urbano e tale da determinare una situazione fortemente critica per gli effetti negativi indotti dal traffico sull’ambiente e sulla popolazione, vista la vicinanza e spesso l’inclusione dell’asse medesimo rispetto al centro urbano;

2. la costruzione della terza corsia autostradale e delle bretelle di collegamento al casello autostradale, previste in complanare alla A14, produrrà un aggravamento di tale condizione a causa della ulteriore grande mole di traffico che insisterà su di un tacciato che passerà dalle attuali 4 corsie autostradali alle future complessive 8 corsie ( 6 corsie autostradali a cui si aggiungono le due corsie della complanare corrispondenti ad una fascia di cemento-asfalto che passa dagli attuali 18 metri circa ai circa 40 metri di progetto );

3. le preventivate opere di mitigazione ambientali risultano in sostanza inefficaci, a volte esse stesse fortemente impattanti, a fronte di una infrastruttura di tali dimensioni, collocata per lunghi tratti in adiacenza ad insediamenti urbani e dotata di una serie di svincoli ( Strada della Marina/Cesanella, via Berardinelli/Molinello, via Camposanto Vecchio/Ospedale, via Po/Borgo Coltellone e Ribeca, via Giordano Bruno/Molino e Capanna, S.S.16/Ciarnin ) che riverseranno ulteriori carichi di traffico in zone residenziali, altamente abitate, determinando un impatto sconvolgente sull’impianto urbanistico dei quartieri, sulla qualità della residenza, dell’ambiente e del paesaggio, con ricadute negative maggiori nelle zone prossime all’Autostrada (in particolare Borgo Coltellone, Borgo Ribeca, Borgo Molino) che già subiscono pesantemente gli effetti di quest’ultima;

4. il progetto in parola presenta lacune significative perché non è stato elaborato all’interno di un disegno complessivo urbanistico che va dalla “Variante Arceviese”, recentemente approvata dal Consiglio Comunale, alla prossima “Variante Corinaldese” ovvero al tracciato, in costruzione, della strada Arceviese;

5. in particolare, la nuova arteria non sarà efficace sui flussi di traffico maggiori che oggi sono quelli da e per l’interno conseguenti ad una urbanizzazione diffusa e disordinata, che ha disperso la residenzialità sul territorio, ed al trasferimento di tanti senigalliesi nei comuni vicini del bacino Misa/Nevola in conseguenza degli alti prezzi del mercato immobiliare, i quali, conservando il lavoro, i legami familiari ed abitudini centrate su Senigallia, transitano più volte al giorno in entrata ed uscita dalla città;

6. in tale contesto, la complanare accrescerà la congestione, già elevata, nel tratto della Statale Arceviese compreso fra la rotatoria di Borgo Bicchia ed il Centro Urbano, sul quale insistono una grande area commerciale e direzionale, il Campus scolastico, l’uscita della A14, il futuro Centro Direzionale a fianco della caserma dei VV.FF., nonché l’ordinario flusso automobilistico dell’attuale strada Arceviese, dove le già popolose frazioni raddoppieranno le loro dimensioni contribuendo agli effetti sopra menzionati;

7. in tale contesto, inoltre, la complanare con lo svincolo su via Po convoglierà un carico elevato di traffico su di una via già sottodimensionata, interferendo con l’elevato traffico che dai paesi limitrofi si reca all’Ospedale ed al Centro Città, rendendo ancor più critica una situazione non più sostenibile in termini di sicurezza stradale (limitata larghezza della carreggiata, marciapiedi insufficienti, banchine inesistenti) e di condizioni ambientali tali da rendere necessari sin da adesso il monitoraggio e le analisi puntuali della qualità dell’aria per conoscere il grado di presenza delle “polveri sottili”;

8. le bretelle di collegamento al casello autostradale, sebbene vengano presentate come asse di scorrimento nord-sud alternativo alla S.S.16, non potranno assolvere questa funzione a causa dei frequenti svincoli che, nella direzione sud, prevedono l’attraversamento a raso dell’altra corsia e le rendono quindi estremamente pericolose da un punto di vista di incidentalità stradale, prive fra l’altro di banchine di sosta:

9. il nuovo asse non risolve i casi di intasamento della S.S.16, che non avvengono tanto in conseguenza dei flussi con direzione nord-sud, quanto in relazione all’organizzazione della viabilità nel contesto dell’affollamento estivo;

10. il nuovo asse stradale con l’uso massiccio di barriere fonoassorbenti, per le quali è stato richiesto l’innalzamento che in alcuni casi raggiunge i 6 metri di altezza, costituisce un grande impatto paesaggistico, in particolare nell’asta valliva, fra la città ed il suo comprensorio;

il Consiglio Comunale

delibera quanto segue:

1° - di recedere in toto dal progetto di costruzione delle bretelle di collegamento al casello della A 14, con tracciato in complanare all’asse autostradale;

2° - di sospendere l’efficacia di tutti gli atti e dei procedimenti in corso relativi al progetto sopra indicato, fatta salva e confermata l’adesione al progetto riguardante la costruzione delle terze corsie;

3° - di individuare, come scelta efficace e praticabile per il governo del traffico di attraversamento nord/sud del territorio comunale, l’utilizzo dell’arteria autostradale migliorata e adeguata dalla costruzione delle terze corsie, adottando e realizzando opportune scelte progettuali sull’asse della A 14 a nord e a sud dell’abitato cittadino, tramite la previsione di due specifici caselli di entrata e uscita.

Il Consiglio Comunale

impegna, altresì, la Giunta Municipale ad avviare un nuovo iter di confronto con la Società Autostrade per dare attuazione alla presente delibera, includendo che, in considerazione del danno che il tracciato della A 14 ha arrecato alla città di Senigallia, del fatto che altre opzioni progettuali non sono allo stato praticabili, dei risparmi ottenuti con la rinuncia della costruzione delle bretelle, venga prevista la gratuità per i veicoli che ricorrano alla A 14 per la sola tratta di attraversamento cittadino.

 

Complanare e Borghi

Senigallia 21 Aprile 2008

Dichiarazione

Nei giorni scorsi si sono succedute alcune prese di posizione di cittadini e comitati di Borgo Coltellone, ai quali si è aggiunto il Movimento Lento Ciclabile, che hanno posto di nuovo all’attenzione dell’opinione pubblica l’impatto della progettata complanare con il Borgo Coltellone (e con il Borgo Ribeca, aggiungerei io), luoghi che presentano quella strettoia dove già ora l’autostrada lacera con più violenza il tessuto urbano di Senigallia.

Non molto tempo fa, durante la fase di presentazione e discussione della complanare in Consiglio, si è cercato di attenuare il carico che eserciterà la complanare su Borgo Coltellone tramite la previsione di una galleria nel tratto tra via Cupetta e via Po; tuttavia, in aggiunta ci sono altri particolari importanti, evidenziati proprio da quelle prese di posizione.

Innanzi tutto c’è che il ponte su via Po verrà demolito e per essere ricostruito con dimensioni maggiori, dotato degli svincoli necessari a collegare la complanare con la viabilità ordinaria, opere che si presume avranno un impatto non trascurabile.
Poi, su via Po è prevista una ulteriore bretella di accesso alla zona artigianale (l’attuale strada verrà inglobata dagli ampliamenti di cui sopra) che sarà realizzata trasformando lo scivolo dei garage esistente tra due condomini.

Oggi, queste realizzazioni sono o poco note o, al più, conosciute nelle linee di massima, mentre sarebbe utile che tutti gli abitanti dei due borghi sapessero con completezza di particolari come verranno trasformati i loro quartieri e quali stime si possano fare circa i futuri flussi di traffico. Penso, infatti, che non sia accettabile che ci si renda conto di tutto ciò solo a cose fatte, anche a prescindere dal grado maggiore o minore di impatto che le future opere avranno sull’assetto oggi esistente.

A questo punto, ritengo che sia doveroso un intervento da parte della Giunta Comunale, la quale dovrebbe semplicemente convocare gli abitanti dei Borghi Coltellone e Ribeca per illustrare loro, nel dettaglio, le trasformazioni previste e ascoltare con attenzione ciò che i cittadini avranno da dire.

Non so se questo invito andrà a buon fine, essendo noto che questa Giunta non gode di buona fama in fatto di ascolto dei cittadini, nonostante l’adesione ad Agenda 21.
Comunque, sarebbe per me un vero piacere se fossi smentito dai fatti.

 

Dichiarazione Informacittà e Foro Annonario

Senigallia 11 Dicembre 2007

Dichiarazione

Sarebbe bastato poco per evitare le polemiche attorno all’inaugurazione degli spazi comunali presso gli ex-Macelli. Sarebbe stato sufficiente coinvolgere gli operatori economici dell’area del Foro, valorizzare la loro presenza, progettare l’utilizzo degli spazi così recuperati col fine della riqualificazione complessiva di quella porzione della città storica e comunicarlo alla cittadinanza.

Così non è stato e, accanto ai rallegramenti per il prossimo “Inform@città”, resta l’amaro in bocca per il progressivo declino della vitalità del mercato del Foro e per la perdita di importanza di una tradizionale forma di commercio che non solo fa parte dell’identità cittadina, ma è tuttora fiorente in città pari alla nostra, anche per le opportunità che offre ad una clientela “popolare”.

La realtà inconfutabile della crisi del nostro mercato non si riduce certamente con belle frasi confezionate “dopo i fuochi”, che suonano come elegante giustificazione e tardivo rattoppo.
Il fatto è che occorrono delle alternative per i parcheggi soppressi, le piazzole di sosta di fronte al Foro vanno liberate il giovedì e il sabato dai camioncini degli ambulanti, consentendo loro di accedere all’area del mercato, deve essere individuata un’area dove effettuare carico e scarico delle merci senza rischiare multe e poi evitare l’insediamento di altri ristoranti o bar, incentivare l’inserimento di altri ambulanti, rendere il mercato il punto di confluenza dei prodotti della nostra agricoltura, vantando Senigallia un territorio agricolo che, non dimentichiamolo, è il secondo della provincia per estensione e ricchezza delle produzioni.

Il Mercato del Foro dovrebbe recuperare i suoi vantaggi di economicità, genuinità e comodità per i cittadini nei confronti di altri poli commerciali cittadini, tanto più se pensiamo di incoraggiare la residenza dei cittadini nel centro storico, finalità non ultima del Piano Cervellati.
Quindi, nel momento in cui si progettano riqualificazioni urbane, non è sufficiente pensare al recupero di angoli suggestivi, ma bisogna tener conto di esigenze complessive di mobilità, residenza, lavoro e vitalità culturale. E’ questa la lezione che è già stata espressa da Via Carducci e dal Foro prima, oggi da Piazza Manni.

Siamo ancora in tempo per lavorare ad una città bella anche perché vissuta e vitale, coesa e non lacerata da polemiche e risentimenti per scelte imposte e non partecipate.
A proposito: si tolga quella orribile catena che sbarra Piazza Manni. E’ anche sconsigliabile in caso di particolari situazioni o emergenze.

 

Comunicato Fabbrica Orologi Saline

Senigallia 08 Ottobre 2007

COMUNICATO STAMPA

Esprimiamo la nostra contrarietà alla localizzazione in quel quartiere di una azienda di ragguardevoli dimensioni (1200 metri quadrati), in un’area che il PRG destina a finalità di interesse generale.

Al di là dell’importanza che quella azienda riveste nell’economia senigalliese, che non sottovalutiamo certamente, tanto che vorremmo che trovasse collocazione in una zona dotata di servizi specifici per le realtà produttive, ciò che motiva la nostra posizione è, da un lato, il danno che ne conseguirebbe per il quartiere (come esprimiamo nel volantino) e, dall’altro, il disordine della politica urbanistica in materia di insediamenti produttivi/commerciali/direzionali.

Se tale insediamento fosse approvato dal Consiglio Comunale, si riproporrebbe oggi, come nel passato, il proliferare qua e là di aree piccole e grandi a destinazione produttiva, nell’assenza di una efficace e lungimirante pianificazione del territorio, che resterebbe un obiettivo dichiarato ma non perseguito dall’attuale Amministrazione.

 

Lettera Assessore Via Marina-Montignano

Senigallia 26 Settembre 2007

ALL’ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI COMUNE DI SENIGALLIA

Caro Assessore,

ti segnalo una situazione di carenza di igiene e di scarsissima attenzione alla manutenzione degli immobili di proprietà che sta arrecando disagio ai cittadini residenti nelle vicinanze.

Mi riferisco al civico n. 5 di Via della Marina/Montignano, dove le condizioni di abbandono di quella costruzione comportano danni seri alle abitazioni viciniori e dove l’assoluta negligenza nella cura del giardino ha prodotto la crescita notevole della vegetazione, la presenza di insetti, ratti e quanto altro è tipico di quelle situazioni.

A quel civico risulterebbe residente il Sig. Iannucci Antonio, che però non vi abita.

Ti invito ad intervenire sulla proprietà affinché vengano assicurate condizioni accettabili di stabilità dell’immobile e di igiene pubblica.

E’ gradito un riscontro alla presente.

 

Dichiarazione Fabbrica Orologi Saline

Senigallia 21 Settembre 2007

DICHIARAZIONE

(Scusandomi per la lunghezza,purtroppo necessaria per narrare in sintesi una vicenda alquanto complessa. Ovviamente, sono in grado di dimostrare tutto ciò che affermo. Grazie.)

La vicenda della fabbrica di orologi alle Saline si è conclusa, poche ore prima della seduta del Consiglio Comunale di mercoledì scorso, con il ritiro, da parte dell’azienda, della richiesta di insediarsi nei pressi del quartiere. I capi gruppo consiliari ne hanno poi preso atto, escludendo quella pratica dall’ordine del giorno.
A questo punto, possiamo affermare che è stato salvaguardato l’uso per interessi generali dell’area tra via delle Saline e via Copernico, la quale resta ora disponibile per esercizi pubblici e privati a servizio dei residenti, così come prescritto dal Piano Regolatore.

Tuttavia, piuttosto che cantare vittoria, come potremmo fare a pieno titolo, ci sentiamo amareggiati dopo aver vissuto uno dei capitoli più avvilenti di questo mandato amministrativo.
C’è necessità, infatti, di chiarire alcuni passaggi di questa storia che non risultano immediatamente trasparenti.

Quando la pratica arrivò in Giunta, nel marzo scorso, noi non ci opponemmo perché era corredata da una serie di valutazioni favorevoli raccolte durante tutto l’iter burocratico e dal parere di conformità alle norme sia del dirigente all’urbanistica sia di quello alle attività economiche.
Secondo costoro, che avevano istruito tutto il procedimento, la questione riguardava esclusivamente 34 mq dedicati alle attività produttive, le quali, per essere ammesse tra le destinazioni d’uso delle zone F7, necessitavano di una variazione del PRG.
A loro avviso, tutto il resto andava bene ed erano regolari i restanti 1.166 mq “direzionali”. Anche la Commissione Edilizia, ci venne detto, non aveva accolto nel giugno 2006 l’istanza di edificazione solo a causa della presenza dei 34 mq produttivi.

Quindi, sulla base dei documenti resi disponibili, non avevamo motivo, allora, di dubitare della sintesi tecnica di questi dirigenti, che assolvono anche al compito di controllo sulla legittimità e congruità degli atti con i piani comunali - basi di qualsiasi scelta politica -, e non ci sembravano determinanti, nel complesso della scelta, quei 34 metri destinati, per altro, a lavorazioni leggere.

I dubbi sono iniziati quando ai consiglieri comunali, né durante la Commissione dell’11 aprile 2007 né in Consiglio il 30 maggio, sono state presentate – perché giudicate irrilevanti – le osservazioni contro l’insediamento della fabbrica che un cittadino residente nel quartiere aveva regolarmente depositato; osservazioni che, poi, abbiamo attentamente letto.
Dubbi che si sono trasformati nella certezza di una porcheria imminente, quando le Commissioni Consiliari 2ª e 3ª hanno discusso la pratica (il 13 luglio), confrontandola molto attentamente con l’art. 20/g delle norme urbanistiche comunali.
Grazie anche al contributo di interpretazione delle norme offerto dal Presidente della Commissione Urbanistica, abbiamo appurato che queste norme escludono, oltre al produttivo, anche il direzionale e contengono chiaramente la prescrizione di dedicare l’area al servizio del quartiere e dei cittadini.
Quindi, si tratta non di una nostra contrapposizione all’azienda, di cui valutiamo la rilevanza, ma del riconoscimento della priorità dovuta ai residenti.

Il resto è storia recente. Oggi, occorre però chiarire come sia stato possibile interpretare le regole tanto arbitrariamente e con tanta supponenza verso coloro che ponevano dubbi e interrogativi.
Perché non fu presentata ai consiglieri l’osservazione di quel cittadino?
Perché c’è stato bisogno che recuperassimo da soli la documentazione, mentre era un atto dovuto fornircela tutta?
Perché non vennero prese in considerazione dai due dirigenti (né presentate ai consiglieri) le motivazioni vere e gli atti della Commissione Edilizia, che il 27 giugno 2006 respinse l’istanza di costruzione della fabbrica sia per la parte produttiva che per quella direzionale, affermando ben 15 mesi fa che “le destinazioni ammesse … sono quelle di servizio alla città”?
Perché e chi inventò la finzione che la difformità stava solo nei 34 mq, cercando di aggirare le norme tramite la procedura di autorizzazione affidata allo Sportello Unico per le Attività Produttive?

Oggi, i pochi che sono rimasti a sostenere la bontà della richiesta, affermano in modo irriguardoso che il Consiglio Comunale o l’Assessore Rebecchini sarebbero responsabili del grave ritardo nella risposta. Ma non era già sufficientemente chiara e definitiva la risposta della Commissione Edilizia di 15 mesi fa?

Pensiamo, in conclusione, che il Consiglio ha dimostrato di essere in grado di far rispettare le regole di fronte a ripetute omissioni e a tanto accanimento; altrettanto ha fatto l’Assessore Rebecchini, che ha chiesto un parere definitivo al nuovo dirigente all’Urbanistica, di fronte ai pronunciamenti ormai palesemente contraddittori di Uffici diversi della medesima Amministrazione.

E il Sindaco, che non si è nemmeno degnata di alzare il telefono per rispondere con un sì o con un no alla nostra richiesta di verifica, non è ormai convinta che qualcosa c’è da approfondire e mettere a punto nella qualità della politica cittadina?

 

Comunicato Edicole

Senigallia 18 Luglio 2007

COMUNICATO STAMPA

A Senigallia non c’era (e non c’è) bisogno di liberalizzare la vendita dei giornali.
E’ questa la posizione assunta da Rifondazione Comunista durante il dibattito che si era aperto tra le forze politiche e all’interno dell’Amministrazione per riordinare il sistema locale di diffusione della stampa quotidiana e periodica.

Su tutto il territorio comunale, tranne poche eccezioni, la distribuzione di edicole è equilibrata e sufficiente a garantire efficacia a questo servizio, molto importante e delicato in quanto ad esso - ma non solo, ovviamente - è affidata la circolazione tra i cittadini delle idee e delle opinioni in innumerevoli ambiti.

In particolare, il rapporto tra numero di edicole e numero di residenti è già piuttosto basso (1 su 1339), analogo a quello di Jesi (1/1312), minore di a quanto registrato a Pesaro (1/1600 circa) e a Fano (1/1700 circa); solo Ancona, città capoluogo, che può vantare su una utenza più ampia dei sui abitanti, ha una proporzione inferiore (1/1125).
Da questo rapporto dipende, chiaramente, la porzione di mercato media a disposizione di ciascuna edicola e la possibilità di derivarne un reddito dignitoso, in un contesto che mostra, tra l’altro, un lento ma costante calo delle vendite dovuto alla presenza crescente di altre forme di comunicazione.

E’ ovvio che al di sotto di un rapporto già basso non si possa andare e che una liberalizzazione senza regole, tramite la possibilità di vendere giornali ad edicole “non esclusive”, cioè ad esercizi commerciali di diversa natura merceologica, avrebbe generato una concorrenza scorretta, una “guerra tra poveri”, dove i primi a soccombere sarebbero stati proprio molti tra i tradizionali giornalai “esclusivi”, cioè quegli esercizi – di medie e piccole dimensioni - che sono dedicati da sempre alla sola vendita di quotidiani e periodici.

Alla fine del confronto, bene, quindi, ha deciso la Giunta Comunale, nel prevedere nessuna nuova licenza per edicole esclusive e solo incrementi particolarmente modesti del numero di rivendite non esclusive (due in più verso sud, altrettante verso nord, una in ciascuna frazione interna, se oggi sprovvista), con l’intento di migliorare la presenza del servizio sul territorio.

Per quanto si sia trattato di una esperienza in un settore circoscritto, la lezione che ne deriva è che i problemi si affrontato e si risolvono meglio quando si sollecita la partecipazione dei cittadini e quando si governa e si sceglie lavorando per soluzioni eque, invece di lasciare che a decidere siano le tendenze irrazionali del mercato, secondo un malinteso senso, in questo caso, della parola “liberalizzazione”.

 

Variante Arceviese

Senigallia 04 Aprile 2007

AL SINDACO
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
AL COORDINATORE DELLA MAGGIORANZA
ALL’ASSESSORE ALL’URBANISTICA

 

Nel corso dell’esame della Variante Arceviese, il partito che rappresento ha messo in evidenza in occasione degli incontri di maggioranza, tenuti prima e dopo la fase di approfondimento in Commissione Urbanistica, quattro punti di criticità:

1. il progetto determina la conurbazione definitiva delle frazioni di Borgo Bicchia e Borgo Passera. Infatti, fino a quest’ultimo Borgo, a partire dall’autostrada, lungo l’Arceviese si creerà un’unica fascia edificata senza soluzione di continuità sia al suo interno sia in riferimento alla città. A questo proposito, abbiamo proposto che si provvedesse a salvaguardare la distinzione territoriale di ciascun nucleo frazionale.

2. L’Oasi naturalistica della Cava di S. Gaudenzio continua a prevedere una potenzialità edificatoria eccessiva. La Variante prevede, attorno all’area sottoposta a tutela, una fascia di area agricola come zona di rispetto. Abbiamo evidenziato che l’aggiunta di tale area, che potrebbe essere condivisibile sul piano culturale (benché poco significativa nella realtà dei fatti, in quanto l’Oasi è e resterà circondata da aree agricole, indipendentemente dal fatto che una fascia di territorio agricolo attorno alla zona di tutela venga o no compresa dentro il perimetro della Variante). Però, questa stessa area aggiuntiva moltiplica la potenzialità edificatoria da realizzare all’interno dell’area della Cava, mettendone a rischio la progettualità di tipo naturalistico.

3. La frazione di Borgo Bicchia è destinataria di incentivi per ampliare e ammodernare le abitazioni che possono essere fruiti solo tramite l’accorpamento di più proprietà confinanti. Senza entrare in questa sede nei dettagli, l’esito di tale norma sarà la trasformazione del borgo operaio in periferia anonima di casa a schiera. Abbiamo proposto che si prevedesse un piano particolareggiato per questa frazione, in modo da applicare gli incentivi (senza dubbio necessari) caso per caso, intervenendo nel dettaglio, offrendo così una risposta alle esigenze degli abitanti della frazione, salvaguardandone, però, la specificità.

4. Il nuovo Centro Direzionale, prospiciente il casello autostradale ribaltato, oltre a costituire uno dei fattori di conurbazione, si presenta come un doppione di altre aree già esistenti, ha una estensione particolarmente significativa e rappresenterà un nuovo e potente recettore di traffico veicolare. Evito il lungo elenco delle arterie stradali e degli altri recettori che insistono sull’area e su quelle limitrofe. Però, il quadro che si prospetta è tale da generare non poche preoccupazioni, tanto da rendere necessario, secondo noi, uno studio preventivo. Per tutti questi motivi, abbiamo avanzato l’ipotesi di stralciare il Centro Direzionale dall’approvazione della Variante, in attesa di un più completo quadro di conoscenze e di un ulteriore confronto.

Questi quattro punti non sono stati presi in debita considerazione da parte delle altre forze di maggioranza e sono stati accantonati, col risultato che l’apporto di una componente della coalizione non ha ricevuto quella attenzione che spetta ad ogni forza politica che partecipa al governo della città. La politica è mediazione e, in questo caso, mi sembra che ce ne sia stata ben poca da parte della “maggioranza della maggioranza” (permettetemi l’espressione).

A questo punto, resto in attesa di un pronunciamento da parte vostra.

 

 

Comunicato Corinaldese-Arceviese

Senigallia 31 Marzo2007

Misa - Nevola.
Si tratta di un progetto fondamentale per tutto il territorio che avrà un costo complessivo di oltre 25 milioni di euro, per la cui realizzazione la Provincia ha già reperito oltre 13,5 milioni di euro, destinati appunto al primo lotto tra i comuni Ostra e Ripe.
L’inizio dei lavori, nel sostanziale rispetto dei tempi programmati, di questo primo lotto della lunghezza complessiva di circa 4,5 Km, è la dimostrazione eloquente dell’impegno profuso dalla Provincia di Ancona per dare attuazione all’intesa programmatica sottoscritta nel novembre 2004 con tutti i sindaci delle Valli del Misa e del Cesano per il potenziamento della viabilità di questo territorio.
La “nuova Arceviese”, attraverso la realizzazione ex novo di alcuni tratti, l’integrazione con parte del tracciato della Corinaldese, l’adeguamento della restante parte del tracciato, metterà infatti a disposizione della mobilità del territorio un arteria, della larghezza di 10,5 metri lungo l’intero tracciato con intersezioni attrezzate e piazzole di sosta per i mezzi pubblici, adeguata ai flussi di traffico, attuali e di prospettiva, e alle esigenze dell’economia di quel territorio.
L’opera inoltre dovrà integrarsi con il progetto di nuova organizzazione del casello autostradale di Senigallia (in fase di progettazione esecutiva) e consentirà, tra l’altro, di migliorare i collegamenti tra l’entroterra e l’importante infrastruttura autostradale.
Oltre alla “Nuova Arceviese” numerosi sono gli interventi effettuati in questi anni dall’Assessorato ai Lavori Pubblici nel senigalliese che hanno consentito un evidente miglioramento delle condizioni generali della viabilità provinciale.
Questa importante opera infrastrutturale, della quale oggettivamente va dato atto alla Provincia di Ancona, secondo il Partito della Rifondazione Comunista di Senigallia verrebbe vanificata dalle problematiche alla viabilità introdotte dalla nuova Variante al PRG dell'Arceviese, che presenta nel tratto iniziale un eccessivo intasamento, dovuto al previsto centro direzionale collegato alla prevista rotatoria di uscita del nuovo casello autostradale e agli eccessivi flussi di traffico che confluirebbero in un'unica arteria di accesso alla città, con conseguenze anche per l'inquinamento ambientale.
In prospettiva futura, ad un'area già congestionata dal traffico derivante dal campus scolastico, dal centro direzionale e commerciale del Molino e la nuova uscita dell'Autostrada, si aggiungerebbero il parcheggio scambiatore del casello autostradale, l'autostazione del trasporto pubblico, l'uscita della Complanare e la nuova uscita dell'Autostrada.
In tale contesto, già fortemente compromesso, il Partito della Rifondazione Comunista ritiene inopportuno l'inserimento del nuovo centro direzionale e di ulteriori espansioni edilizie, di cui si richiede lo stralcio dalla previsione di Variante dell'Arceviese, per valutare successivamente, ad opere infrastrutturali realizzate, la destinazione d'uso di quell'area.
Il Partito della Rifondazione Comunista ritiene determinante l'accoglimento di tale proposta ai fini della propria valutazione in sede consiliare di approvazione della Variante.

 

 

Case Veco

Senigallia 05 Ottobre 2006

COMUNICATO STAMPA

Il recente avvio del cantiere (oltre 9 milioni di euro) del primo stralcio del primo lotto della “Nuova Arceviese” e la recente approvazione del progetto preliminare del secondo stralcio ( € 4.200.000 interamente finanziati) sono stata l’occasione per il Circolo di Rifondazione Comunista di Senigallia per fare il punto, in una riunione con l’Assessore provinciale ai Lavori Pubblici Maurizio Quercetti (PRC), sulla complessiva situazione della viabilità nella valle del Dichiarazione

A proposito dell’emergenza abitativa che a Senigallia colpisce le fasce sociali più deboli, è bene avere chiaro che le abitazioni a canone concordato previste nella lottizzazione ex Veco non si rivolgono alle famiglie con particolari difficoltà, perché questi canoni risultano troppo vicini ai valori di mercato.

Ad esempio, facciamo l’ipotesi, realistica, che fra due anni, a costruzione ultimata, l’affitto di un appartamento di 70 mq. alla ex Veco potrà costare 700/800 euro al mese.
Siccome il canone concordato abbatte l’affitto del 20%, la locazione mensile si potrebbe aggirare sui 560/640 euro.
Ma con queste cifre siamo ben lontani dall’aiutare le fasce sociali più deboli: 500 euro sono l’intero importo di una pensione minima oppure la metà (se non più) dello stipendio di tanti lavoratori.
Come farà, ad esempio, una giovane lavoratrice sola con un figlio ad abitare alla ex Veco?
E’ evidente che sarà costretta a rivolgersi altrove, quelle costruzioni non sono per lei, ma per famiglie dalla condizione economica un po’ più solida.

Quindi, collegare la lottizzazione ex Veco alla risposta di bisogni sociali urgenti è del tutto improprio e non denota grande senso di responsabilità visto che genera tra i cittadini in difficoltà false aspettative che non potranno essere soddisfatte.

Altri sono gli interventi che daranno una risposta al bisogno di case popolari, come gli alloggi IACP in corso di realizzazione in via Piave o quelli programmati a Marzocco e Cesanella, avendo presente che si dovrà accrescere ancora di più l’intervento pubblico nell’offerta di alloggi – anche direttamente da parte del Comune – perché in questo settore, come in altri, le dure leggi di mercato non vanno assolutamente d’accordo con i diritti.

 

Lettera Assessore Pista Ciclabile Via Perilli e Portici

Senigallia 20 Settembre 2006

ALL’ASSESSORE ALLE OPERE PUBBLICHE
COMUNE DI SENIGALLIA

OGGETTO: pista ciclabile Via Perilli e Via Portici Ercolani, fino al ponte 2 Giugno.

Egregi Assessori,

come ho avuto modo di comunicare direttamente, riterrei praticabile una soluzione parziale alla questione dei parcheggi a servizio del Foro Annonario e della vicina porzione di Centro Storico.

Ho misurato, infatti, sia il marciapiede lato fiume che fiancheggia le vie in oggetto (largo 3 metri) sia la pista ciclabile del lungomare (larga 2,5 metri) e ne ho dedotto quanto segue.

Con alcune modifiche, come la chiusura delle aiuole e la posa di fioriere sul marciapiede, lato strada (del tipo usato in via Bovio, all’inizio della pista del lungomare, a loro volta larghe 50 centimetri), avremmo con pochissima spesa un tratto di pista ciclabile uguale a quella del lungomare e, nel contempo, due vantaggi:
1. la nuova pista permetterebbe il transito di biciclette nei due sensi di marcia e sarebbe molto più sicura di quella attualmente in uso;
2. renderebbe disponibile sulla strada lo spazio per il parcheggio di almeno un paio di dozzine di auto.
Ci sarebbe, comunque, da risolvere il problema della messa in sicurezza dell’accesso alla pista, lato ponte 2 Giugno, problema che è già in essere anche con l’attuale sistemazione.

Non entro volutamente nel merito dell’insieme della rete di piste ciclabili, che avremo modo di approfondire nelle sedi dovute, essendo il mio intento quello di far fronte al un problema specifico.

Naturalmente, questo intervento andrebbe fatto prima dell’avvio dei lavori in Piazza Manni, onde sostituire i parcheggi lì perduti e non creare disagi ai cittadini ed alle attività che si svolgono nelle vicinanze.

 

Campionato di Videogames Foro Annonario

Senigallia 11 Agosto 2006

COMUNICATO STAMPA

Mentre il “Campionato di videogames” veniva reclamizzato dalla Publimare ancora nel Piazzale Morandi, al Foro Annonario si stava facendo scempio di quel luogo per installare una vistosa struttura a scopo pubblicitario per una nota società di apparecchi elettronici che, sempre a scopo pubblicitario, organizza questi fantomatici campionati.

All’interno del Foro, dove è proibito l’ingresso ai mezzi meccanici anche se usati da coloro che nel Foro lavorano (ambulati e produttori agricoli sono stati multati per questo), sono entrati due enormi TIR e altri camion e mezzi mettendo a rischio la pavimentazione in ogni caso imbrattata da macchie di olio dei motori.

All’interno del Foro, nonostante la Giunta avesse assicurato che mai si sarebbe rinnovata una iniziativa sfacciatamente commerciale del tipo TIM TOUR, si svolge una manifestazione di grande impatto su temi che nulla hanno a che vedere col Foro, con la sua storia, con le diverse categorie economiche che lì lavorano.

Questo presunto “campionato” sarebbe stato spostato da Piazzale Morandi al Foro all’ultimo minuto per non sacrificare quel parcheggio, non pensando che altre zone della città erano di gran lunga preferibili al Foro stesso.
Senza entrare nel merito della questione “parcheggi”, dopo l’opportuna chiusura di quello incredibilmente aperto tra le rovine della Sacelit, credo che la cittadinanza tutta attenda delle spiegazioni e magari delle scuse da parte di chi ha palesemente sbagliato.

 

 

Lottizzazione Capri Marzocca

Senigallia 18 Luglio 2006

AI COLLEGHI DI MAGGIORANZA

Con riferimento al piano di lottizzazione convenzionato “Capri” comparto residenziale 17/G di Marzocca, ritengo che il medesimo sia carente di una visione d’insieme e di una progettualità riferita al complesso della frazione di Marzocca, il cui territorio vive una fase di accelerata espansione che va governata non solo sul versante delle nuove edificazioni.

Questa lottizzazione, e le altre che prevedibilmente si proporranno nel prossimo futuro, necessitano quanto meno di servizi, opere e piani, indispensabili per garantire qualità ai residenti della frazione che registrano da tempo un costante incremento. E’ evidente che questa progettualità va elaborata oggi, contestualmente all’avanzamento dell’urbanizzazione, e non dopo sulla spinta delle criticità che insorgono spesso per carenza di politiche di pianificazione.

In particolare, occorre prendere in considerazione:

• i parcheggi per i residenti
• i parcheggi di supporto alle attività balneari
• la viabilità e il traffico
• il potenziamento delle scuole dell’obbligo
• l’apertura di una sezione per l’infanzia da 0 a 3 anni.

E’ opportuno che la giunta e la maggioranza offrano la loro disponibilità a farsi carico di quanto sopra esposto come dimostrazione tangibile delle ricerca della migliore qualità amministrativa e di governo.

 

Incrocio Via Rovereto e Via dei Pini

Senigallia 31 Luglio 2006

AL SINDACO
ALL’ASSESSORE ALLA MOBILITA'
ALL’ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI
COMUNE DI SENIGALLIA
e p.c.AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE

OGGETTO: incrocio Via Rovereto e Viale dei Pini con Via Mercantini.

Vi prego di intervenire con tempestività per mettere in sicurezza l’incrocio tra Via Rovereto e Viale dei Pini con Via Mercantini, che da tempo si è purtroppo rivelato come uno dei più pericolosi della nostra rete viaria.

Di fatto la segnaletica esistente si è dimostrata inefficace per indicare questo incrocio di per sé poco visibile e molto trafficato, punto di frequenti gravi incidenti.

Riterrei che vada rafforzata la segnaletica orizzontale e verticale ed installati anche dissuasori e che, soprattutto, si agisca in fretta in considerazione del pericolo certamente più incombente nei mesi estivi in presenza di più intenso traffico.

 

 

Lettera Assessore Erbacce via Cimarosa

Senigallia 31 Luglio 2006

ALL’ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI COMUNE DI SENIGALLIA

Caro Assessore,

ti segnalo la situazione dell’area della lottizzazione cosiddetta “Caserma dei Carabinieri”, in via Cimarosa, dove la crescita notevole della vegetazione sta arrecando disagio ai residenti.

Ti invito ad intervenire sulla proprietà affinché vengano assicurate condizioni accettabili di igiene.

 

 

Interrogazione Area Rottamazione Vallone

Senigallia 03 Dicembre 2005

ALL’ASSESSORE ALL’URBANISTICA
e p.c.AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
COMUNE DI SENIGALLIA

OGGETTO: interrogazione scritta a risposta scritta.

PREMESSO CHE:

riguardo all’area per la rottamazione di Vallone, si è appreso sulla stampa che la pratica sta andando avanti nonostante i dubbi espressi da forze politiche di maggioranza anche durante la campagna elettorale;

si tratta di attività classificate negli stessi documenti ufficiali come “insalubri o moleste”, localizzate in prossimità del centro abitato della frazione, in un’area di pregio, che faranno convergere nella zona quantità inaccettabili di traffico pesante;

la rottamazione è una vera e propria attività industriale di consistenti dimensioni e, quindi, andrebbe svolta in siti idonei, forniti di servizi adeguati;

nei confronti di tale progetto, gli abitanti di Vallone hanno già espresso tutta la loro contrarietà;

tale scelta non è compresa ed è in contrasto con il programma della maggioranza di centro sinistra;

sarebbe così edificata l’ennesima nuova zona produttiva sul territorio senigalliese, già contraddistinto dalla polverizzazione disordinata di aree artigianali e commerciali in assenza di una vera programmazione;

SI CHIEDE DI SAPERE:

qual è lo stato di avanzamento della pratica in questione;

qual è l’orientamento di codesto Assessorato anche alla luce dei rilievi sopra esposti, avversi alla scelta della frazione di Vallone come sito dell’attività di rottamazione;

se codesto Assessorato ritenga preferibile, com'è nelle intenzioni dello scrivente, localizzare tale impianto nell’area industriale Zipa di Casine di Ostra.

 

 

Agricoltura Senigalliese

Senigallia 25 Marzo 2005

RISCOPRIRE L’AGRICOLTURA LOCALE, UNA DELLE GRANDI RISORSE DEL TERRITORIO SENIGALLIESE

Oggi, uno dei problemi dell’agricoltura a livello locale è quella della commercializzazione dei prodotti ovvero della “barriera” che separa i produttori dai consumatori.
I primi, nell’insieme, sarebbero in grado di fornire qualsiasi prodotto ortofrutticolo, carni, formaggi, insaccati, vino, olio e altro ancora, garantendone la qualità, ma hanno difficoltà a “stare sul mercato”, come si dice oggi, dove dominano aziende e gruppi di grandi dimensioni, col risultato di ridursi a vendere a prezzi inadeguati se non umilianti.
I secondi subiscono i prezzi di fatto incontrollati di prodotti che arrivano da ogni dove sia nella piccola che, soprattutto, nella grande distribuzione.

L’amministrazione locale può fare in modo che questa barriera venga abbattuta.
Durante lo scorso mandato, la promozione dei prodotti tipici e biologici ha dimostrato che a livello locale si possono raggiungere standard di qualità superiore. Ora è necessario passare ad una tipicità diffusa, uscendo da una fascia di mercato cosiddetto di “nicchia”, contraddistinta da prezzi elevati e non alla portata del consumo quotidiano.

In questa prospettiva, l’entroterra senigalliese rappresenta un grande mercato di qualità a cielo aperto.
Occorre far conoscere al largo pubblico ciascuna azienda e i suoi prodotti, portare i consumatori in campagna e i produttori agricoli in città. Le linee da sperimentare sono varie:
• sostenere i gruppi di acquisto interfamiliari e le aziende con la pubblicazione di una guida dei produttori, con nome, indirizzo, elenco delle merci offerte per l’acquisto sul posto
• abbinare agli itinerari turistico-culturali nell’entroterra la visita ad aziende anche di piccole dimensioni
• confermare e rendere stabile un programma di promozione dell’educazione alimentare nelle scuole con la realizzazione di orti didattici supportata dai necessari approfondimenti scientifici
• completare la riqualificazione del Foro annonario come spazio di pregio architettonico destinato al mercato dei prodotti agricoli locali, tipici e biologici, tramite la presenza equilibrata di ambulanti e produttori
• prevedere l’apertura pomeridiana del mercato del Foro annonario in alcuni giorni della settimana e, nei mesi estivi, allestire mercatini di prodotti agricoli locali, tipici e biologici, in prossimità della zona balneare
• favorire un rapporto equo tra produttori, da un lato, e ambulanti e piccoli dettaglianti, dall’altro, per la vendita dei prodotti locali
• istituire all’interno della grande distribuzione isole del prodotto locale destinato all’uso quotidiano.

In altre parole, si tratta di ragionare con mentalità nuova: ad esempio, noi acquistiamo pasta prodotta in prevalenza con grano proveniente dalla Turchia e dall’Egitto, ma il grano prodotto nelle vallate circostanti Senigallia dove va a finire? Occorre, dunque, mettersi su una strada che ripari i danni di una economia piena di sprechi, disuguaglianze e svantaggi.
Rivalutare il prodotto locale, riscoprirne la maggiore qualità, la trasparenza di una filiera certamente più rintracciabile da parte dei consumatori, è una risorsa che può offrire opportunità economiche per una ricchezza più diffusa e sociale.

 

Filmati

Una breve presentazione della candidatura di Roberto Mancini, introdotta da Luigi Rebecchini, segretario di Rifondazione Comunista.

 

 

Intervista a Roberto Mancini fatta da Claudio Cavallari: si parla della mozione in Consiglio Comunale sull'Acqua pubblica e della situazione sull'edilizia di Senigallia

 

Vario

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